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Aggiornamenti settimanali sul Diritto del Lavoro in Italia1 July 2021

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WEEKLY ITALIAN LABOUR UPDATES

"Lo smart working post pandemia richiede di essere regolamentato con policy o accordi aziendali per un utilizzo pienamente efficiente."

Esteso il blocco dei licenziamenti per l’industria tessile
Per le imprese industriali del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero sono previste altre 17 settimane di cassa integrazione guadagni gratuita (senza contributo addizionale) nel periodo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021. In questo arco temporale (solo) per queste imprese è prevista la proroga del divieto dei licenziamenti economici individuali e collettivi per riduzione di personale.
Per le altre imprese del settore manifatturiero in sofferenza è prevista la fruizione di altre 13 settimane di cassa integrazione gratuita fino a dicembre. Le imprese che vi fanno ricorso non possono licenziare prima di avere consumato la nuova dote.
Con queste nuove previsioni del Governo, viene in tal modo disposta una limitazione selettiva al superamento del divieto dei licenziamenti per il settore industriale, che rimane in vigore per i comparti ritenuti più in difficoltà.
Decreto Legge 30/06/2021

Decontribuzione 14ma mensilità per imprese del mezzogiorno in misura piena
Le imprese collocate nelle 8 regioni del mezzogiorno hanno accesso alla riduzione contributiva del 30% sulle mensilità supplementari (art. 1, comma 161, L. 178/2020). Rispetto alla 13ma mensilità l’Inps aveva sostenuto che la riduzione contributiva poteva applicarsi solo per tre dodicesimi, pari ai mesi successivi all’entrata in vigore della norma di legge. L’Inps adesso modifica questo indirizzo, riconoscendo che la 14ma mensilità sia soggetta a riduzione contributiva per l’intero importo (ovvero 12/12 di mensilità supplementare).
INPS, Messaggio 28/06/2021 n. 2434

Articolo 18 applicabile ai contratti a termine convertiti dopo il Jobs Act
La norma del Jobs Act (art. 1, comma 2, D. Lgs. 23/2015) che estende il regime delle tutele crescenti ai lavoratori assunti con contratto a termine prima del 7 marzo 2015 e convertiti a tempo indeterminato a partire da tale data è in contrasto con il principio di non discriminazione (dei lavoratori a termine rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato) previsto dal diritto dell’unione europea. Anche a questi lavoratori deve essere applicato il regime dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, perché a prevalere è la data di originaria costituzione del rapporto di lavoro, che è antecedente all’entrata in vigore della normativa sulle tutele crescenti per i licenziamenti illegittimi. Peraltro, si contesta che la funzione delle tutele crescenti possa risiedere nella finalità di incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, posto che l’andamento economico di questi anni ha escluso nei fatti tale correlazione.
Trib. Milano 31/05/2021

Lavori edili (anche privati) con attestazione di conformità su incidenza di manodopera
È stato firmato dal Ministro del Lavoro il decreto che definisce i parametri per verificare la congruità dell’incidenza della manodopera utilizzata nei lavori edili pubblici e privati. Per gli appalti privati, peraltro, il sistema di verifica introdotto dal Ministro si applica solo se i lavori edili si collocano sopra la soglia di 70mila euro. La verifica ha la funzione di monitorare l’incidenza della manodopera utilizzata per l’esecuzione dei lavori edili e prenderà come indice di riferimento un’apposita tabella allegata al contratto collettivo nazionale di settore del 10/09/2020. La Cassa Edili rilascia alle imprese affidatarie un’attestazione di congruità, la cui mancanza è di ostacolo alla concessione del DURC (documento unico di regolarità contributiva).
Decreto Ministero del lavoro 25/05/2021

Prove raccolte nelle indagini preliminari utilizzabili per condanna del lavoratore al risarcimento danni
L’impresa può utilizzare le prove raccolte nella fase delle indagini preliminari di un procedimento penale per suffragare la richiesta di risarcimento danni nei confronti di un lavoratore. Il giudice del lavoro può, in questo senso, valutare autonomamente nell’ambito del giudizio civile le prove raccolte nel corso delle indagini preliminari di un parallelo procedimento penale, a prescindere dall’esito (condanna, assoluzione, etc.) di quest’ultimo.
Cass. (ord.) 17/06/2021n. 17343

Comunicazione finale della procedura di licenziamento collettivo senza criteri di scelta comporta il reintegro
La comunicazione finale alle organizzazioni sindacali e agli enti locali deve contenere puntuale indicazione sulle modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori in esubero, unitamente ad un elenco di tutta la forza lavoro ed ai punteggi attribuiti a ciascuno in applicazione dei criteri di scelta. Se il datore di lavoro omette queste indicazioni il licenziamento è invalido e il lavoratore vanta il diritto alla reintegrazione in servizio. La circostanza che il lavoratore sia stato reso edotto in seguito su questi dati e informazioni risulta ininfluente.
Cass. 31/05/2021 n. 15119

Licenziamento valido se durante la malattia il dipendente lavora nella panetteria della moglie
Se a seguito di indagine investigativa si scopre che il lavoratore in malattia svolge in modo continuativo e non occasionale un’altra attività lavorativa nella panetteria della moglie, il licenziamento è una misura pienamente valida. La prestazione di attività paragonabile per impegno a quella propria delle mansioni oggetto del contratto di lavoro costituisce, in questo senso, condotta incompatibile con lo stato di malattia ed evidenzia la mancanza del disturbo alla base dell’assenza dal lavoro.
Cass. 03/06/2021 n. 15465

Legittima l’azione disciplinare fondata sulle mail veicolate in una mailing list sindacale
I dati contenuti in alcuni messaggi di posta elettronica che il lavoratore ha inviato ad una mailing list sindacale possono essere utilizzati sul piano disciplinare, se di essi il datore di lavoro è stato informato da soggetti terzi. In questo caso non ricorre una violazione della normativa sul trattamento dei dati personali, perché le informazioni sono state acquisite per effetto di una segnalazione esterna e il datore di lavoro si è limitato ad utilizzare queste informazioni per l’azione disciplinare, senza conservare o elaborare i dati raccolti.
Cass. 31/05/2021 n. 15161

Dirigenti esclusi dal blocco dei licenziamenti durante l’emergenza pandemica
Il blocco dei licenziamenti economici introdotto dall’art. 46 del Decreto Cura Italia e reiterato dai decreti emergenziali successivi non si estende ai dirigenti. Il richiamo operato dalla norma emergenziale all’art. 3 della Legge 604/1966 sul giustificato motivo oggettivo di licenziamento esclude la categoria dei dirigenti, ai quali la predetta disciplina legale non si applica. Ad escludere l’estensione del divieto dei licenziamenti economici ai dirigenti soccorre anche la circostanza che per essi non opera l’utilizzo della cassa integrazione guadagni per emergenza epidemiologica da Covid-19. Con questa motivazione il Tribunale di Milano dimostra di non aderire all’indirizzo giurisprudenziale di segno opposto che ricomprende nel divieto anche i dirigenti.
Trib. Milano (ord.) 17/06/2021

Senza valutazione di impatto e policy è illecito il tracciamento web dei lavoratori
L’accordo sindacale e l’autorizzazione dell’ITL in merito all’utilizzo di un sistema dal quale derivi la possibilità di controllo a distanza, tra cui il tracciamento sulla navigazione web dei lavoratori, non sono sufficienti per la trattazione dei dati raccolti. È necessario che il datore di lavoro trasmetta ai lavoratori una informativa (o policy aziendale) specifica e trasparente nella quale siano indicati gli strumenti che consentono il controllo, le loro caratteristiche e il relativo funzionamento, nonché la frequenza e le modalità del controllo. Inoltre, se il sistema di controllo costituisce un rischio elevato per i diritti e le libertà dei lavoratori, il datore è tenuto ad adottare le misure tecniche e organizzative necessarie per ridurre il rischio.
Garante Privacy, Provvedimento 13/05/2021